Accordo 8 luglio

Accordo 8 luglio 2021 n.72/CU
Accordo, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le regioni e gli enti locali concernente l’adozione di moduli unificati e standardizzati per la presentazione delle segnalazioni, comunicazioni e istanze relativamente all’avvio delle attività di autoscuola.

Accordo 8 luglio 2021 n.72-CU.pdf

Alessandro Calchetti: Con Confarca, un confronto fatto di rispetto e lealtà

Alessandro Calchetti: Con Confarca, un confronto fatto di rispetto e lealtà

Dopo oltre trent’anni di attività, Alessandro Calchetti conclude il suo mandato alla guida della Direzione Generale della Motorizzazione.

La sua carriera professionale, i cambiamenti epocali nel mondo dei trasporti e della mobilità e il rapporto con Confarca nel suo racconto in esclusiva a Mobility News

Una vita passata in Amministrazione e adesso, dopo poco più di un anno alla guida della Direzione Generale della Motorizzazione, il saluto finale per andare in pensione.

Per oltre trent’anni l’ingegner Alessandro Calchetti ha vissuto in prima linea i cambiamenti che hanno attraversato il mondo dei trasporti e della mobilità in Italia.

Mobility News lo ha intervistato per ripercorrere questo ultimo anno di lavoro, complicato inevitabilmente dalla pandemia da Covid-19, e tracciare un bilancio di una carriera professionale nel corso della quale passione e impegno non sono mai venuti meno.

Direttore, un anno fa lo scoppio della pandemia da Covid-19 in Italia e nel mondo.
Gli Uffici della Motorizzazione in tutto il Paese come hanno retto l’urto di questa emergenza sanitaria del tutto inaspettata?
In una fase iniziale, dopo il blocco di marzo e aprile del 2020 con le autoscuole che hanno riavviato le attività formative da fine maggio, gli Uffici della Motorizzazione hanno gradualmente ripreso a svolgere gli esami di guida. Non sono stati mesi semplici, ma la risposta delle Motorizzazioni è stata importante. Eravamo in pieno recupero quando la nostra risalita è stata nuovamente rallentata nel momento in cui è cominciata la seconda ondata dei contagi nell’autunno scorso, con nuove zone rosse. In tutto questo periodo ci sono stati momenti anche di scontro con la stessa Confarca, ma sempre nel rispetto reciproco. Grazie al confronto con le associazioni di categoria, quando è stato necessario abbiamo corretto il tiro. I primi Dpcm, ad esempio, rimandavano a un Dm che bloccava tutta l’attività degli esami di guida nelle zone rosse. Abbiamo recepito le osservazioni delle associazioni e nei  Dpcm successivi abbiamo limitato solamente per il conseguimento delle patenti B, B96 e BE nelle zone rosse il blocco delle guide. Complessivamente, pertanto, ritengo che l’Amministrazione abbia risposto bene a questa emergenza. L’ultima modifica normativa che è stata approvata di poter far uso anche dei nostri esaminatori in pensione servirà per recuperare il terreno perso. Senza dimenticare tutte le proroghe sia dei fogli rosa e dei sei mesi concessi per fare la teoria. In questo modo siamo venuti incontro alle esigenze di tanti candidati.

In tutto questo lasso di tempo come è stato il confronto con Confarca?
La vostra Associazione temeva che i nostri Uffici non sarebbero riusciti a recuperare gli esami di teoria lasciati in sospeso a causa della pandemia, e sosteneva energicamente la proposta di ricominciare a fare gli esami anche nelle sedi delle autoscuole. L’Amministrazione, come noto, era di parere contrario. Nonostante tutto ciò, io e il presidente di Confarca Paolo Colangelo ci sentivamo tutte le sere. Il confronto tra noi è sempre stato leale. Conserverò per sempre con me questa esperienza come un valore importante.

Provando a guardare al presente e al futuro della Motorizzazione, quali sono secondo lei gli aspetti da stimolare per far venire fuori l’Amministrazione dalle situazioni di stallo in cui si trova?
Abbiamo avuto l’autorizzazione ad assumere in ogni Direzione Generale Territoriale 25 persone idonee dai concorsi effettuati da altre Amministrazioni, ciò in attesa del concorso della Funzione Pubblica che però è bloccato a causa della pandemia. Siamo stati abbastanza rapidi a formare e a rendere operativi gli impiegati assunti in precedenza, tra cui gli ingegneri. Credo che questa sia stata la strada giusta da seguire. Anche perché in questo momento di grave crisi lavorativa per il nostro Paese, non è il massimo utilizzare esaminatori in pensione. Dobbiamo continuare a puntare, piuttosto, sull’assunzione di nuovi esaminatori. Solo così potremo avvicinarci a colmare le lacune che ci sono in molte parti del Nord Italia o in Toscana in particolare. In tutto ciò, i numeri dicono che comunque stiamo recuperando. Nel 2020, rispetto al 2019, ci sono stati 180mila patenti in meno, e ciò pur avendo avuto un blocco totale delle attività di tre mesi. Inoltre, è aumentata anche di un paio di punti percentuali la media dei promossi all’esame di guida.

Si parla molto da mesi di come verranno investite le risorse in arrivo dall’Ue con il Recovery Fund. Lei come utilizzerebbe i fondi destinati ai trasporti e alla mobilità?
In futuro dobbiamo poter utilizzare tecnologie per poter gestire, anche da remoto, l’esame di guida. E per accelerare, attraverso i sistemi di riconoscimento facciale, l’esame di teoria. In questo modo potremo accorciare sensibilmente le liste d’attesa e alleggerire il peso dei ritardi accumulati. La tecnologia andrebbe inoltre sfruttata al massimo per dematerializzare e migliorare, così, il lavoro degli operatori professionali e rendere più snelli i servizi per i cittadini. Alcune cose importanti, in quest’ottica, sono state già fatte. Penso al Documento Unico o al certificato medico dematerializzato. Il fatto di ridurre gli spostamenti per non portare più le pratiche agli Uffici porta a una diminuzione dell’impatto ambientale con meno traffico e meno emissione di sostanze inquinanti. Ci sono ancora delle difficoltà sul piano gestionale, ma la strada intrapresa è quella giusta.

Trent’anni di carriera in Amministrazione. Cosa si porterà dietro di questa esperienza professionale formidabile?
Sono entrato in Amministrazione nel 1989. Poi ho trascorso un paio di anni a Rieti e, successivamente, al CED (Centro elaborazione dati) come funzionario. Ho seguito in prima persona nel 1995 il rilascio e il rinnovo della patente che passò dalla competenza del Ministero dell’Interno a quella della Motorizzazione. Nel settembre del 1999 sono diventato direttore del CED. Mantenendo quella carica per 18 anni, ho seguito tutte le più importanti procedure di semplificazione: dallo Sportello Telematico dell’Automobilista al rinnovo della patente centralizzato, e il duplicato della patente spedito a casa, in caso di smarrimento o furto. Ho trascorso due anni nel nord-est, mantenendo un ottimo ricordo dei colleghi con cui ho lavorato in Veneto, Emilia-Romagna e Marche. Infine, la direzione per poco più di un anno della Direzione Generale della Motorizzazione, coincisa con la pandemia. Non è stato affatto facile, ma penso di aver contribuito a fare qualcosa. L’Amministrazione mi rimarrà nel cuore, ho dato tanto ma ho ricevuto anche molto. Con le associazioni di categoria, in particolare con Confarca e con il presidente Paolo Colangelo, ho avuto sempre ottimi rapporti. E anche con Unasca e con il compianto Ottorino Pignoloni. Potevo continuare il mio mandato ancora per del tempo, ma per stare di più con la mia famiglia ho deciso di lasciare. D’altronde questo è un lavoro che ho sempre fatto con passione, al massimo in ogni istante. Diversamente non lo avrei potuto fare.

di Rocco Bellantone
Direttore Editoriale Mobility News

 

 

#Congresso 2020 – A Roma per progettare insieme il nostro futuro!

#Congresso 2020 – A Roma per progettare insieme il nostro futuro!

E’ tempo di Congresso per Confarca!

L’appuntamento è fissato a Roma per il prossimo 7 novembre, e finalmente potremo tornare tutti insieme a confrontarci in sicurezza, con i responsabili della Direzione Generale della Motorizzazione e delle Istituzioni, sui temi che ci stanno maggiormente a cuore.

Cari Colleghi, nonostante tutto anche questo 2020 ci vedrà finalmente insieme per l’annuale Congresso nazionale di Confarca. L’appuntamento è fissato per il prossimo 7 novembre a Roma, presso l’Holiday Inn Rome – Eur Parco Dei Medici, sito in Viale Castello della Magliana, 65, 00148 Roma, con un programma ricco di momenti di confronto interni ed esterni all’Associazione.

La giornata inizierà a partire dalle 10,00, con l’Assemblea degli Associati e la presentazione delle relazioni del Presidente, del Segretario amministrativo, del Commercialista e dei Revisori dei conti. Sarà poi la volta dei Segretari nazionali e del Responsabile consorzi, ricerca e sviluppo, e in chiusura è prevista l’approvazione del Bilancio 2019. La Tavola rotonda invece si terrà nel pomeriggio dalle 15 in poi, con la presenza dei vertici della Direzione Generale della Motorizzazione e di alcuni rappresentanti politici delle Istituzioni.

Per la tutela della salute di tutti, dovremo rispettare alcune rigide norme igienico-sanitarie alle quali dovremo attenerci, e che impongono le seguenti regole:

  • Registrazione anticipata sul nostro sito;
  • Misurazione della temperatura con il termo scanner;
  • Igienizzazione delle mani;
  • Obbligo della mascherina per tutto il periodo in cui si è nei locali al chiuso.

Coloro che parteciperanno dovranno OBBLIGATORIAMENTE registrarsi nel nostro sito – qui di seguito troverete il modulo – una volta compilato in tutte le sue parti, riceverete via mail la conferma dell’avvenuta registrazione.

Seguirà una seconda mail con l’assegnazione dei posti a sedere, che non potranno per nessun motivo essere cambiati, essendo stati sanificati appositamente. Questo comporterà che, coloro che non si saranno registrati entro la data fissata del 23 ottobre, NON POTRANNO IN ALCUN MODO ACCEDERE ALLA SALA CONGRESSI e partecipare ai lavori della giornata.

All’evento saranno presenti i nostri partner commerciali con tante novità interessanti e offerte riservate agli iscritti.

Sarà infine possibile prenotare il pranzo per voi e per chi vi accompagna, presso il ristorante dell’Hotel, ad un costo di 30 euro a persona (da pagare in loco), indicandolo nel modulo stesso di registrazione.

Un caro saluto a tutti voi e…vi aspetto “ in sicurezza” a Roma!

Paolo Colangelo

#Confarcac’è
#Congresso2020

Partecipazione riservata agli associati!

Se sei un associato effettua qui il login >>
In caso contrario associati qui >>

#Coronavirus – Intervista a Colangelo: Non molleremo!

#Coronavirus – Intervista a Colangelo: Non molleremo!

Situazione difficile, ma non molleremo!
Paolo Colangelo fa un quadro molto realistico della situazione attuale che sta vivendo come imprenditore e come presidente di Confarca
di Rocco Bellantone

Tre mesi di lockdown, imprese sul lastrico, titolari costretti ad anticipare la cassa integrazione per non licenziare i dipendenti, aule delle autoscuole chiuse agli esami. L’incubo Covid-19 sembra non avere fine. Ma Paolo Colangelo promette di non mollare.

Presidente dall’inizio del lockdown a oggi come è cambiata la sua vita lavorativa e quella degli associati Confarca?
La nostra vita è stata letteralmente stravolta. Usciamo da tre mesi di lockdown con addosso tante ferite che richiederanno molto tempo per essere rimarginate. Per quanto riguarda le autoscuole, il primo grosso problema a cui i titolari hanno dovuto far fronte sono stati gli esami di teoria per il conseguimento delle patenti. Come Associazione abbiano sostenuto sin da subito il principio di riattivarli nelle nostre aule. Purtroppo, però, così non è stato. Questa decisione ha causato molti problemi ai nostri titolari, così come agli utenti in tutta Italia. E ciò principalmente perché gli Uffici Provinciali delle Motorizzazioni, dove invece gli esami si sono continuati a tenere, non hanno seguito lo stesso modus operandi nell’erogazione del servizio. Il che ha causato una serie di disservizi a cui dovremo far fronte ancora a lungo.

Per quanto concerne, invece le lezioni e gli esami di guida?
Anche su questo fronte abbiamo una situazione a macchia di leopardo. In alcune province c’è la disponibilità di alcuni esaminatori a far svolgere gli esami, mentre in altre no. Comprendiamo che, da parte dei tecnici delle Motorizzazioni, ci possa essere un certo timore nell’incontrare candidati giovani, ma questo blocco sta causando dei problemi a tutti. A ciò si aggiunge, poi, lo stallo degli Uffici pubblici. Gli ingressi sono contingentati, il personale lavora a turni ridotti e si creano così file interminabili al di fuori delle strutture. Con conseguenze negative che, oltre che sugli utenti, ricadono come al solito su noi operatori professionali.

In questi mesi di crisi come è proseguito il confronto con gli Uffici competenti?
In questi mesi abbiamo continuano a confrontarci con costanza e in modo costruttivo con il Capo Dipartimento Trasporti Speranzina De Matteo, che ha cercato in ogni modo soluzioni per risolvere i problemi ma purtroppo, ci sono stati dei vincoli dettati da provvedimenti governativi, che sono andati oltre le sue stesse possibilità decisionali.

Come è si è sviluppato, invece, il confronto con la politica?
Abbiamo più volte cercato di parlare sia con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, che con il viceministro, Giovanni Carlo Cancelleri. Ma nessuno dei due ha voluto aprire un dialogo con il nostro settore.

Tra le principali difficoltà a cui hanno dovuto far fronte da soli i titolari delle autoscuole, e in parte anche quelli degli studi di consulenza e delle scuole nautiche, c’è stata la necessità di anticipare quanto dovuto ai lavoratori dalla cassa integrazione pur di non mandarli a casa. Che situazione si è venuta a creare?
Si tratta di una situazione vergognosa per un Paese come il nostro che vuole definirsi evoluto. Farsi carico della cassa integrazione, che è un diritto del lavoratore, ci sembra assolutamente assurdo. Anche lo smart working si è rivelato una presa in giro. Nel nostro settore ci sono operazioni che non possono essere svolte da remoto. Ma chi svolge queste mansioni è finito comunque in cassa integrazione straordinaria. Ciò ha creato una discriminazione tra gli impiegati della pubblica amministrazione e quelli del privato. E francamente non si riesce a capire per quale motivo questo Stato faccia figli e figliastri.

Come si è tradotto in numeri questo stato prolungato di crisi?
Dal 10 marzo fino ai primi di maggio il nostro fatturato è stato pari a zero. Pochi hanno avuto i 600 euro di bonus, diventati poi 800 euro, da parte del governo. Moltissimi, invece, hanno dovuto sostenere una serie di spese inderogabili. A cominciare dagli affitti, perché la quasi totalità dei proprietari dei locali non ha pensato minimamente di congelarli a causa di questa emergenza. E di problemi pratici come questi se ne sono registrati molti altri. In generali, più sono grandi le imprese, maggiori sono i problemi. Ci vorrà circa un anno, o forse anche due, per recuperare le perdite che abbiamo patito in questo periodo. Anche perché tutto il lavoro perso in tre mesi non può essere recuperato in due mesi. Tutti i lavoratori, sia della pubblica amministrazione che del privato, che hanno lavorato in smart working, adesso chiedono di poter andare in ferie. Ciò significa che ad agosto avremo il blocco pressoché totale delle attività.

Quali sono le richieste avanzate dall’Associazione?
In Commissione Trasporti siamo tornati a chiedere che per quest’anno venga eliminata l’obbligatorietà dell’IVA per le autoscuole, facendola slittare a gennaio 2021. Per gli studi di consulenza, con l’automotive bloccato dal lockdown – che ha significato la vendita di pochissimi veicoli con conseguenti pochissimi trasferimenti di proprietà e immatricolazioni – è prevista a ottobre l’introduzione del DUC (Documento Unico di Circolazione, ndr). Ma questo fermo ha portato anche un fermo delle procedure di sperimentazione del nuovo sistema. Si sta lavorando in sinergia anche con il presidente del Comitato Tecnico Permanente, il Direttore Generale per la Motorizzazione Alessandro Calchetti. Le nostre richieste di aiuto sono finora sempre state ascoltate, ci sono state concesse delle proroghe. Ma c’è un’obbligatorietà di entrata in vigore di questo nuovo sistema che non dipende dal Ministero bensì dal Legislatore. Speriamo di riuscire ad arrivare alla data prevista nelle condizioni per poter lavorare. Anche il comporto nautico, così come tutta la filiera della nautica da diporto, sta subendo bruschi rallentamenti. Per quello che concerne, invece, i centri di revisione, la proroga delle revisioni porterà a uno slittamento in avanti che ci trascineremo purtroppo per tanti anni. Non capiamo pe quale motivo non ci sia la volontà di riprendere questo tipo di attività. Oltre a essere un problema economico per gli operatori, è un problema di sicurezza stradale specie per i veicoli pesanti.

In risposta a questa crisi nazionale, Confarca è tornata a scendere in piazza. È davvero questo l’ultimo strumento che è rimasto in mano all’Associazione per far sentire la propria voce?
Intanto ricordiamo che manifestare in piazza è un diritto sancito dalla Costituzione italiana. Noi in questi mesi lo abbiamo espresso in molte provincie d’Italia sempre secondo le regole. Ma purtroppo la piazza non ha sortito alcun tipo di effetto se non quello di essere ascoltati nuovamente in Commissione Trasporti o dai vari Direttori Territoriali che poco possono fare se il governo non li ascolta. Questo ci ha lasciato molto delusi come cittadini, ancor prima che come operatori professionali. Scendere in piazza per una categoria che lo aveva fatto solo una volta nella sua storia, ha significato e continua a farlo, che siamo in un momento di crisi profonda. Chi ha l’onore e l’onere di governare il Paese deve rispondere a ciò che chiedono i cittadini. Noi chiediamo di lavorare derogando ad alcune norme. Gli ultimi mesi hanno rappresentato a tutti gli effetti un periodo di guerra. Come tale, chiediamo che si mettano da parte alcune regole che valevano prima di questa fase, ma che ora non si possono applicare.

Ripeto, sono amareggiato, ma di una cosa sono certo: noi non molliamo.

#Confarcanonmolla
#insiemecelafaremo

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Tutti gli aggiornamenti in tempo reale

Circolari patenti, istruzioni per l’uso

Circolari patenti, istruzioni per l’uso

Lo scorso 19 settembre il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato una serie di circolari che chiariscono tutta la prassi amministrativa e operativa riguardante le patenti di guida dalla categoria AM alla DE.

Per i funzionari e gli operatori professionali si tratta di un valido punto di riferimento, da considerare alla stregua di un testo unico in materia. Molte sono, infatti, le integrazioni a livello procedurale e semplificazioni che sono state introdotte, e del – le quali è bene che ogni associato prenda visione. Sempre il 19 settembre è stata pubblicata la circolare n.28767 riguardante il decreto ministeriale del 5 luglio 2019 che chiarisce alcuni aspetti sull’esame per il conseguimento delle CQC entrato in vigore dal 20 novembre.

Nella fattispecie, vengono chiariti i seguenti tre punti.

Primo punto: se un candidato ha già sostenuto l’esame della parte comune con il vecchio sistema, per sostenere l’esame della parte specifica svolgerà la nuova tipologia d’esame su 30 domande con un massimo di 3 errori, come previsto per l’esame di integrazione conseguimento iniziale.

Secondo punto: nel caso che un candidato non superi la prova della parte specifica, potrà ripetere quest’ultima, salvaguardando il risultato d’idoneità alla parte comune.

Terzo punto: resta invariato il limite di validità dell’attestato di frequenza al corso di formazione iniziale, vale a dire un anno. Analizzate le ultime circolari, è doveroso fare un passo indietro per avere un quadro complessivo delle novità che riguardano le patenti di guida.

Come noto, la Motorizzazione Civile è un organo di certificazione tecnica per i conducenti e per i veicoli in genere. Come tutti i colleghi ben sanno, cura i programmi per il conseguimento delle abilitazioni in base a direttive comunitarie e norme nazionali di riferimento. Pertanto, nel momento in cui viene rilasciata un’abilitazione o eseguita una prova tecnica su un veicolo, abbiamo la certezza che vengano rispettati dei requisiti minimi stabiliti da una norma di riferimento.

È bene qui sottolineare l’importanza di stabilire uno standard. In un’organizzazione complessa quale è oggi la Motorizzazione Civile, occorre stabilire degli standard di valutazione e di prassi amministrativa. Il motivo è semplice: giusti o sbagliati che vengano giudicati dai singoli, sussiste la necessità di uniformare il metro di giudizio con cui vengono valutati gli allievi nel rispetto delle regole dettate dalle norme e su tutto il territorio nazionale. Un altro aspetto importante è la parte amministrativa che coinvolge quali attori sia l’Amministrazione, sia i funzionari, sia gli operatori professionali, sia il candidato/ utente.

È proprio a garanzia dell’operato e nell’interesse di questi quattro soggetti, ai quali si richiede la massima precisione nell’applicazione delle disposizioni, che vengono emanate e scritte queste circolari. Le stesse circolari, come spesso e stato ribadito in ambito associativo, fungono da testo unico, raggruppando il più possibile tutte le precedenti pubblicazioni o emanazioni.

Compito dell’Associazione è mostrarsi sempre pronta e disponibile al confronto e a ricevere tutte le segnalazioni per chiedere la valutazione di migliorie e aggiornamenti con la Direzione Generale del MIT. Ovviamente, sempre con uno spirito collaborativo.

Un impegno che a Confarca, in questi anni di storia, non è mai mancato.

CQC – circolare prot. 35677 del 19 novembre 2019

Si trasmette, in allegato, la circolare prot. 35677 del 19 novembre 2019 a firma del Direttore Generale per la Motorizzazione.

La circolare riepiloga le principali disposizioni in materia di qualiuficazione iniziale e formazione periodica per conducenti professionali, ai sensi della direttiva 2003/59/CE.

La nuova circolare sostituisce la precedente circolare prot. 18559 del 7 giugno 2019 e le principali innovazioni attengono:

  1. Descrizione della nuova procedura d’esame per il conseguimento della CQC
  2. Precisazioni più dettagliate sugli esami di ripristino
  3. Chiarimenti sulla formazione periodica, in particolare sulle modalità di richiesta del rinnovo della CQC e del nuovo periodo di validità
  4. Precisazioni sugli istruttori di guida
  5. Disposizioni sul cambio automatico dei veicoli utili per le esercitazioni
  6. Chiarimenti sulle assenze dei corsi di recupero punti

cliccare qui per scaricare il documento

CIRCOLARE_CQC

Esclusa la possibilità di effettuare immatricolazioni “per soli fini amministrativi” di veicoli di “fine serie” da parte delle Case costruttrici.

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE,

GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE

Direzione generale per la motorizzazione

Divisione 5

Prot. n. 34620
Roma, 8 novembre 2019

OGGETTO:

Immatricolazione di veicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 6000 kg a nome di Concessionari – Scadenza omologazione.

omissis

Al riguardo, si segnala che la vigenza, in forza della normativa comunitaria di settore, delle procedure di richiesta, da parte delle Case costruttrici di veicoli, di immatricolazione in deroga per “fine serie” esclude la possibilità di effettuare immatricolazioni “per soli fini amministrativi”.

IL DIRETTORE GENERALE

Ing. Sergio Dondolini