Alessandro Calchetti: Con Confarca, un confronto fatto di rispetto e lealtà

Alessandro Calchetti: Con Confarca, un confronto fatto di rispetto e lealtà

Dopo oltre trent’anni di attività, Alessandro Calchetti conclude il suo mandato alla guida della Direzione Generale della Motorizzazione.

La sua carriera professionale, i cambiamenti epocali nel mondo dei trasporti e della mobilità e il rapporto con Confarca nel suo racconto in esclusiva a Mobility News

Una vita passata in Amministrazione e adesso, dopo poco più di un anno alla guida della Direzione Generale della Motorizzazione, il saluto finale per andare in pensione.

Per oltre trent’anni l’ingegner Alessandro Calchetti ha vissuto in prima linea i cambiamenti che hanno attraversato il mondo dei trasporti e della mobilità in Italia.

Mobility News lo ha intervistato per ripercorrere questo ultimo anno di lavoro, complicato inevitabilmente dalla pandemia da Covid-19, e tracciare un bilancio di una carriera professionale nel corso della quale passione e impegno non sono mai venuti meno.

Direttore, un anno fa lo scoppio della pandemia da Covid-19 in Italia e nel mondo.
Gli Uffici della Motorizzazione in tutto il Paese come hanno retto l’urto di questa emergenza sanitaria del tutto inaspettata?
In una fase iniziale, dopo il blocco di marzo e aprile del 2020 con le autoscuole che hanno riavviato le attività formative da fine maggio, gli Uffici della Motorizzazione hanno gradualmente ripreso a svolgere gli esami di guida. Non sono stati mesi semplici, ma la risposta delle Motorizzazioni è stata importante. Eravamo in pieno recupero quando la nostra risalita è stata nuovamente rallentata nel momento in cui è cominciata la seconda ondata dei contagi nell’autunno scorso, con nuove zone rosse. In tutto questo periodo ci sono stati momenti anche di scontro con la stessa Confarca, ma sempre nel rispetto reciproco. Grazie al confronto con le associazioni di categoria, quando è stato necessario abbiamo corretto il tiro. I primi Dpcm, ad esempio, rimandavano a un Dm che bloccava tutta l’attività degli esami di guida nelle zone rosse. Abbiamo recepito le osservazioni delle associazioni e nei  Dpcm successivi abbiamo limitato solamente per il conseguimento delle patenti B, B96 e BE nelle zone rosse il blocco delle guide. Complessivamente, pertanto, ritengo che l’Amministrazione abbia risposto bene a questa emergenza. L’ultima modifica normativa che è stata approvata di poter far uso anche dei nostri esaminatori in pensione servirà per recuperare il terreno perso. Senza dimenticare tutte le proroghe sia dei fogli rosa e dei sei mesi concessi per fare la teoria. In questo modo siamo venuti incontro alle esigenze di tanti candidati.

In tutto questo lasso di tempo come è stato il confronto con Confarca?
La vostra Associazione temeva che i nostri Uffici non sarebbero riusciti a recuperare gli esami di teoria lasciati in sospeso a causa della pandemia, e sosteneva energicamente la proposta di ricominciare a fare gli esami anche nelle sedi delle autoscuole. L’Amministrazione, come noto, era di parere contrario. Nonostante tutto ciò, io e il presidente di Confarca Paolo Colangelo ci sentivamo tutte le sere. Il confronto tra noi è sempre stato leale. Conserverò per sempre con me questa esperienza come un valore importante.

Provando a guardare al presente e al futuro della Motorizzazione, quali sono secondo lei gli aspetti da stimolare per far venire fuori l’Amministrazione dalle situazioni di stallo in cui si trova?
Abbiamo avuto l’autorizzazione ad assumere in ogni Direzione Generale Territoriale 25 persone idonee dai concorsi effettuati da altre Amministrazioni, ciò in attesa del concorso della Funzione Pubblica che però è bloccato a causa della pandemia. Siamo stati abbastanza rapidi a formare e a rendere operativi gli impiegati assunti in precedenza, tra cui gli ingegneri. Credo che questa sia stata la strada giusta da seguire. Anche perché in questo momento di grave crisi lavorativa per il nostro Paese, non è il massimo utilizzare esaminatori in pensione. Dobbiamo continuare a puntare, piuttosto, sull’assunzione di nuovi esaminatori. Solo così potremo avvicinarci a colmare le lacune che ci sono in molte parti del Nord Italia o in Toscana in particolare. In tutto ciò, i numeri dicono che comunque stiamo recuperando. Nel 2020, rispetto al 2019, ci sono stati 180mila patenti in meno, e ciò pur avendo avuto un blocco totale delle attività di tre mesi. Inoltre, è aumentata anche di un paio di punti percentuali la media dei promossi all’esame di guida.

Si parla molto da mesi di come verranno investite le risorse in arrivo dall’Ue con il Recovery Fund. Lei come utilizzerebbe i fondi destinati ai trasporti e alla mobilità?
In futuro dobbiamo poter utilizzare tecnologie per poter gestire, anche da remoto, l’esame di guida. E per accelerare, attraverso i sistemi di riconoscimento facciale, l’esame di teoria. In questo modo potremo accorciare sensibilmente le liste d’attesa e alleggerire il peso dei ritardi accumulati. La tecnologia andrebbe inoltre sfruttata al massimo per dematerializzare e migliorare, così, il lavoro degli operatori professionali e rendere più snelli i servizi per i cittadini. Alcune cose importanti, in quest’ottica, sono state già fatte. Penso al Documento Unico o al certificato medico dematerializzato. Il fatto di ridurre gli spostamenti per non portare più le pratiche agli Uffici porta a una diminuzione dell’impatto ambientale con meno traffico e meno emissione di sostanze inquinanti. Ci sono ancora delle difficoltà sul piano gestionale, ma la strada intrapresa è quella giusta.

Trent’anni di carriera in Amministrazione. Cosa si porterà dietro di questa esperienza professionale formidabile?
Sono entrato in Amministrazione nel 1989. Poi ho trascorso un paio di anni a Rieti e, successivamente, al CED (Centro elaborazione dati) come funzionario. Ho seguito in prima persona nel 1995 il rilascio e il rinnovo della patente che passò dalla competenza del Ministero dell’Interno a quella della Motorizzazione. Nel settembre del 1999 sono diventato direttore del CED. Mantenendo quella carica per 18 anni, ho seguito tutte le più importanti procedure di semplificazione: dallo Sportello Telematico dell’Automobilista al rinnovo della patente centralizzato, e il duplicato della patente spedito a casa, in caso di smarrimento o furto. Ho trascorso due anni nel nord-est, mantenendo un ottimo ricordo dei colleghi con cui ho lavorato in Veneto, Emilia-Romagna e Marche. Infine, la direzione per poco più di un anno della Direzione Generale della Motorizzazione, coincisa con la pandemia. Non è stato affatto facile, ma penso di aver contribuito a fare qualcosa. L’Amministrazione mi rimarrà nel cuore, ho dato tanto ma ho ricevuto anche molto. Con le associazioni di categoria, in particolare con Confarca e con il presidente Paolo Colangelo, ho avuto sempre ottimi rapporti. E anche con Unasca e con il compianto Ottorino Pignoloni. Potevo continuare il mio mandato ancora per del tempo, ma per stare di più con la mia famiglia ho deciso di lasciare. D’altronde questo è un lavoro che ho sempre fatto con passione, al massimo in ogni istante. Diversamente non lo avrei potuto fare.

di Rocco Bellantone
Direttore Editoriale Mobility News

 

 

One Reply to “Alessandro Calchetti: Con Confarca, un confronto fatto di rispetto e lealtà”

  • Vincenzo Baccile

    By Vincenzo Baccile

    Sono contrario e non perplesso, come Alessandro Calchetti stimato ingegnere fin dal suo ingresso nella ns Direzione Generale, circa l’impiego di esaminatori in pensione per recuperare l’arretrato di esami teoria e soprattutto guida.
    Lo Stato sbagliò pesantemente fin da 25 anni orsono quando bloccò le assunzioni per ridurre la spesa corrente anziché rimpiazzare e razionalizzare le necessarie posizioni lavorative ed eliminare gli sprechi, che invece aumentarono anche per opinabili scelte politiche di creare ed affidare a strutture di consulenza e controllo settori strategici dell’amministrazione e … gli errori si pagano cari! (vedi varie società private come Autostrade e Alitalia e relative strutture di loro competenza).
    Una celere assunzione di personale da reclutare su base provinciale con specifi indirizzi di formazione di studi e con intenso programma di affiancamento, può risolvere prioritariamente la problematica esami. A tal uopo, dopo 38 anni in Motorizzazione, sottolinerei l’utilità di istituire ed espletare periodici corsi teorici e pratici comuni per il personale Esaminatore della Motorizzazione ed Istruttore delle Scuole Guida sotto l’egida ministeriale e di enti specializzati dotati di tecnologie specifiche con l’uso di piste automobilistiche sparse sul territorio italiano. Ciò per professionalizzare gli addetti e per formare in sicurezza e al meglio i futuri utenti della strada anche con l’indroduzione di prove pratiche di simulazioni di manovre di emergenza es. acquaplaning, incendio, incidente!
    Dal punto di vista organizzativo sottolinerei inoltre che ci sono ancora enormi margini di miglioramento nelle procedure automatizzate per l’istruzione della pratica, l’assegnazione degli esami teorici e il loro svolgimento a ciclo continuo in cabine attrezzate e soprattutto isolate da qualsiasi interferenza esterna, anche in Centri consorziati di Scuole.
    Insomma c’è da studiare, lavorare! Buona fortuna! Vincenzo Baccile funzionario tecnico pensionato dal gennaio 2020 Motorizzazione Roma

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