MOBILITY ONLINE – QUI CAMPANIA: UN BONUS PATENTE PER RILANCIARE LE AUTOSCUOLE

MOBILITY ONLINE – QUI CAMPANIA: UN BONUS PATENTE PER RILANCIARE LE AUTOSCUOLE

La proposta arriva dalla Campania per sostenere il settore nel post pandemia. Ma per il coordinatore regionale Pino Russo serve di più: «Occorrerebbe un rilancio con delle iniziative intelligenti. Noi crediamo che qualcosa si possa fare»
di Pino Russo

A causa del Coronavirus le settemila autoscuole italiane sono in grande difficoltà. Gli effetti del Covid-19 si sentono eccome, la chiusura per circa due mesi ha messo e sta mettendo a dura prova tutti i colleghi del settore, si stenta a ripartire e i problemi sono tanti. In tutti e quattro i settori rappresentati – autoscuole, scuole nautiche, studi di consulenza e centri di revisione – ci sono grandi difficoltà per ritornare alla normalità.

Le autoscuole fortunatamente hanno ricominciato a fare didattica nelle proprie sedi, ovviamente con tutte le procedure complesse e continue di sanificazione dei locali e dei veicoli, con drastica riduzione nelle aule dei partecipanti e con l’organizzazione di più corsi giornalieri proprio per evitare assembramenti. Ma va bene così per il momento, l’importante era riprendere a lavorare.

Anche gli esami sono ripresi, seppur con tante precauzioni.

Sia il Direttore della DGT Sud, l’ingegner Pasquale D’Anzi, sia i Direttori degli Uffici Provinciali della Motorizzazione, a tutti i quali va il nostro ringraziamento, si sono impegnati per far ripartire le attività cercando di ridurre i disagi e assicurando un certo numero di esami, organizzandoli anche di sabato se necessario, come nel caso dell’Ufficio Provinciale di Napoli.

In alcune province questi esami sono numericamente ancora insufficienti, visti gli accantonamenti dei mesi di fermo e visti i mesi che si approssimano, storicamente critici. Ma i Dirigenti hanno assicurato che faranno il possibile per implementare ancora l’offerta di esami.

Il problema più grosso è rappresentato dal trasporto degli allievi agli esami teorici, perché i genitori pretendono – con ragione – che portiamo noi i ragazzi alle prove – così, d’altronde, si è sempre fatto – in quanto dovrebbero perdere la giornata di lavoro. Ciò ovviamente comporta delle continue e accese discussioni che spesso, purtroppo, degenerano.

Continuo fortemente a sostenere che fare l’esame teorico presso le nostre sedi per qualche mese avrebbe risolto tutti i problemi. Purtroppo qualcuno non lo ha voluto e oggi continuiamo a pagare le nostre pene. Oltretutto, esiste anche un problema di responsabilità. Non voglio nemmeno immaginare cosa potrebbe succedere se dovesse verificarsi un contagio Covid tra discenti durante il nostro trasporto o durante un esame in Motorizzazione.

Il rischio contagio nelle autoscuole è senz’altro più basso, in quanto con pochi numeri e con una propria organizzazione si sarebbe riusciti certamente a garantire un maggior distanziamento sociale, l’igienizzazione accurata e la sanificazione continua degli ambienti.

Il settore ha subito forti perdite e ne subirà ancora per i prossimi mesi. Non tutti i genitori, avendo problemi economici, oggi pensano alla patente del figlio. Occorrerebbe un rilancio con delle iniziative intelligenti. Noi crediamo che qualcosa si possa fare.

Dalla Campania è partita una proposta alle forze politiche regionali e nazionali, un Bonus-Patente di 500 euro da conferire alle famiglie meno abbienti i cui requisiti siano: età del richiedente compresa tra i 18 e i 25 anni; appartenenza del richiedente a un nucleo familiare che abbia un valore Isee inferiore a 20.000 euro.

Passando all’attività di scuola nautica, la stagione è stata fortemente compromessa. È noto che le richieste di conseguimento delle patenti nautiche arrivano quasi totalmente nei mesi che vanno da gennaio a maggio. Perdere i mesi scorsi è stato un danno enorme per la categoria, molti candidati si sono ritirati ed oggi c’è la preoccupazione che se non si riesce a garantire prima di agosto sia la prova teorica che pratica, in molti ancora si ritireranno e chiederanno la restituzione degli importi versati.

La Motorizzazione dovrebbe calarsi nei panni dei titolari delle scuole nautiche e fare ulteriori sforzi per dare priorità a questa tipologia di esami. Altrimenti poveri noi, ancora niente incassi, solo le notevoli spese di ormeggi, rimessaggi e manutenzione che purtroppo non si possono bloccare.

Anche gli studi di consulenza, le cosiddette agenzie di pratiche auto, stanno vivendo un momento difficile. Oltre a tutti i problemi legati al mondo della compravendita dei veicoli che ha subito e sta subendo un forte e drastico calo delle transazioni, si sono aggiunte tutte le difficoltà legate al D.U.C. (Documento Unico di Circolazione). Al netto di quanto si dica, la realtà è solo una: il sistema non funziona e tutti noi, assieme ai nostri collaboratori, stiamo letteralmente «impazzendo» per espletare le pratiche.

Non si possono perdere ore e ore, e spesso anche giorni e giorni, per un solo trasferimento di proprietà. I clienti danno la colpa a noi studi di consulenza, perché credono che siamo inefficienti o incompetenti. Non è facile far capire che noi in tutto questo non c’entriamo, siamo vittime di procedure molto complesse, farraginose (altro che snellimento) messe in piedi, forse, senza gli opportuni collaudi di funzionamento. E intanto noi, e solo noi, ne paghiamo le conseguenze.

In ultimo, poi, i centri di revisione veicoli a cui è stato concesso di stare aperti. Ma c’è stato un provvedimento scellerato di proroga fino al 31 ottobre che avrebbe fatto presupporre l’azzeramento delle richieste di revisione fino a tale data. Fortunatamente, e devo dire anche inaspettatamente, l’utenza sta comunque revisionando il proprio veicolo nonostante la proroga. I dati nazionali dicono che di revisioni se ne stanno effettuando tante, ovviamente non ai livelli degli anni passati. Le richieste ci sono ma probabilmente avremo un picco a ottobre che sarà difficilmente gestibile.

Abbiamo chiesto come Associazione una proroga della scadenza della taratura annuale delle attrezzature, al fine di recuperare sui mesi di fermo. Come noto, questa spesa impatta fortemente sulla voce «uscite» dei centri di revisione. Al momento, però, nessuna risposta. Stiamo attendendo ancora un riscontro alla nostra proposta. Ma non intendiamo mollare.

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